Constatazione stato di operatività pressa oleodinamica

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OGGETTO: constatazione stato di operatività della Vostra pressa oleodinamica xxxxxxxxx nel centro di raccolta del legno usato in via xxxxxxx ------------------------------ In data odierna, su Vs invito, alle ore 17.00 mi sono recato a xxxxxxxx, mentre risultava essere in corso l’ennesimo intervento sulla pressa in oggetto da parte del personale XXXXXXXXX. Giunto in piazzale, accompagnato dal Sig Giovannini, apprendevo dai due operai addetti alla pressa che frattanto il predetto personale si era allontanato. Ho comunque constatato che l’olio idraulico contenuto nel serbatoio è emulsionato. Parte di detta emulsione cosparge il suolo sottostante la macchina. La spia del livello, posta sul serbatoio, mostra che il contenuto è, appunto, emulsionato. Verosimilmente l’acqua piovana è penetrata attraverso il perimetro del coperchio del serbatoio e/o dall’attacco del condotto di aspirazione alla centralina principale: questo appare infatti sigillato approssimativamente con comune pasta siliconica di colore bianco. La pressa è ferma in attesa della sostituzione del liquido e, principalmente, di individuare il/i punti di penetrazione dell’acqua onde evitare il ripetersi dell’inconveniente al cadere delle prossime piogge. Relativamente al Vs incarico di constatare le condizioni di operatività e l’idoneità della pressa in oggetto all’impiego cui è stata destinata, esaminata la documentazione cartacea a disposizione e compiuti sopralluoghi in piazzale, di cui quello del 17.07 u.s. mentre era in corso un intervento del personale IC SYSTEM, sono in grado di riferire quanto segue: ESAME DEI DOCUMENTI 1. La conferma d’ordine 19/99 dell’8.10.1999, recita la fornitura di una pressa mod. XXXXXXXX (120 x 80) per casse di legno, bancali, rifili e rottami di legno in genere….. 2. Il manuale di uso e manutenzione a pag. 10 cap.3 par. 3.1 descrive la “XXXXXXXX” (!) quale pressa continua per la compressione e compattazione di rifili e scarti di carta, cartone e plastica. Sarà quindi onere del Costruttore fornire chiara dimostrazione che quanto al punto 1. coincide con il punto 2. Fin dall’installazione la pressa in oggetto si è dimostrata, infatti, non idonea all’impiego per il quale è stata acquistata: il primo adattamento è stato rivolto al nastro di caricamento la cui larghezza ed inclinazione è stata oggetto di modifiche tali da permettergli il corretto funzionamento nella fase, appunto, di caricamento. Successivamente la pressa, dimostrando incapacità operativa, è stata oggetto di ripetuti interventi (documentati) da parte del Costruttore finalizzati a corregerne la cronica ripetitività. Gli interventi, tutt’ora in atto (l’ultimo, cronologicamente, del 10.08 u.s.), si sono rivelati empirici ed, ovviamente, non risolutivi poiché gli impedimenti che rendono di fatto inutilizzabile la pressa derivano dalla destinazione impropria della stessa: questa incontra infatti insormontabili carenze nel sistema di legatura delle balle determinati dalla resistenza che frammenti di legno, penetrati negli spazi in cui corre sia il filo che il pettine ad aghi, offre al loro scorrimento impedendolo e, quindi, bloccandone il ciclo lavorativo. E’ ovvio che la pressatura di rifili di carta, cartone e plastica, per loro natura, non comporterebbe gli impedimenti al sistema di legatura che il legno invece induce. Le modifiche, anche grossolane, e le riparazioni che si sono rese necessarie per le ragioni sopradescritte, non hanno ad oggi sortito alcun beneficio: la pressa è inattiva, le balle prodotte, perlopiù “slegate”, stoccate in piazzale in serre disordinate; il materiale da lavorare in voluminosa crescita in conseguenza del fermo della macchina. A parere dello scrivente, anche prescindendo dalle premesse (punti 1. e 2. della presente), la pressa in oggetto è stata fornita per un impiego improprio rispetto alla destinazione prevista dal progetto.