Scontro frontale tra autocarro e motociclo

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Ricostruzione della cinematica del sinistro stradale avvenuto il 07.07.2011 alle ore 12 circa al Km 0,200 della SP 148, loc Isola S.Biagio di Montemonaco (AP). Strada a doppio senso di circolazione in lieve pendenza, asfaltata e asciutta della larghezza di m. 4,45. Limite di velocità di 40 Km/h.

VEICOLI COINVOLTI

Autoarticolato costituito da trattore stradale Mercedes Actros 1843 e semirimorchio De Angelis 3 assi (t della lunghezza totale di m 16,30 e larghezza di m 2,50

Motociclo Suzuki SV 650 con targa condotto da , nato a Montemonaco il 23.09.1961 ed ivi residente

PREMESSE

 Principali osservazioni relative al contenuto del rapporto dei CC di ....... relativamente a:

 “curva a visuale aperta”: il fascicolo fotografico predisposto dagli stessi CC mostrano come la visuale fosse tutt’altro che libera per entrambi i conducenti (foto 5 e 6 del fascicolo fotografico). Anche le foto riprese dal sottoscritto, in entrambi i sensi di circolazione (all. n. 6), evidenziano il contrario.

  1. urto sull’opposta corsia”: in presenza di una carreggiata larga m 4,45 e dell’ingombro trasversale dell’autocarro di m 2,50, oltre, naturalmente, un margine dal ciglio nel corso della circolazione stimabile in almeno 10/20 cm, appare fisicamente impossibile che la moto possa aver invaso l’opposta corsia (ognuna larga m. 2.23) quando il trattore, con la sola parte anteriore di sinistra, occupava la corsia percorsa dalla moto di non meno di 0.5 m.

Inoltre, già solo staticamente e quando il trattore con le ruote di destra si era portato – dopo l’urto – sulla banchina, la parte terminale del semirimorchio, distava m 1,15 dal margine sinistro della carreggiata (distanza visibilmente apprezzabile nella foto 6).

Ovvero si trovava ancora ad occupare oltre 1 m della corsia percorsa dal motociclista.

  1. Il motociclista “nell’affrontare un tratto curvilineo a destra” non risponde alla realtà poiché (v.fascicolo fotografico al n. 7 e 23) il Fioranelli ha preso atto di non avere spazio sufficiente al transito prima di attuare l’azione frenante (circa 1” = tempo di reazione) e quindi quando la curva era ancora distante trai i 20 ed i 30 m. e si intravedeva il giungere dell’ingombrante autoarticolato ad ostruirgli il transito.

Per maggior comprensione, e per completa definizione della situazione: l’autoarticolato era appena uscito da una curva di medio raggio volgente a destra (v. foto allegata al n. 6) e, rientrando sul margine destro, iniziava la immediatamente successiva curva sinistrorsa; dal chè si comprende come, in particolare il semirimorchio, si trovasse ad invadere interamente l’opposta corsia di circolazione(v. foto n.2 e 6 del fascicolo fotografico) e come il Fioranelli possa aver compreso di non avere spazio sufficiente al transito. In questo frangente i conducenti hanno avuto la possibilità di avvistarsi reciprocamente e la loro distanza era di circa 28 m (all. n. 5)

 

Elementi certi:

 

  1. In senso trasversale, al momento dell’urto, l’autocarro invadeva per m 0,5 l’opposta corsia di circolazione con la parte anteriore del trattore e per circa m 1 con la parte terminale del semirimorchio.

  2. L’autocarro si è arrestato 11 m dopo il punto d’urto

  3. Le tracce degli pneumatici della moto misuravano m 6,5

 

VELOCITA’ DI MARCIA DELLA MOTO

 

  • La curva, il cui raggio – rilevato dallo scrivente - è di m 33,5 sulla mezzeria, e quindi di circa 32 per la traiettoria percorribile dalla moto, consente una velocità max di percorrenza di circa 50 Km/h (v.allegato n. 1)

  • Ipotizzando una velocità residua, all’urto, della moto di circa 6 m/sec, risulta che la velocità della moto, nel momento in cui il suo conducente ha avvistato l’autocarro che gli impediva il transito agevole, era di circa 40 Km/h (v.allegato n. 2)

 

VELOCITA’ DI MARCIA DELL’AUTOCARRO

 

Avendo percorso, dall’urto alla stasi, 10/11 m circa; se ne ricava che il suo conducente ha iniziato la deviazione verso la banchina, quando ha veduto il motociclista già impegnato nell’azione di salvataggio. Da ciò viene ricavato il tempo e lo spazio impiegati per l’arresto, procedendo questi a circa 22/24 Km/h.(velocità commisurata alla tipologia del veicolo e della strada percorsa).

Infatti, se il motociclista dall’inizio della manovra d’emergenza all’urto ha impiegato circa 0.7/0.8” (su 1,76” al netto del t.r.) , l’autista dell’autocarro ha avuto 2,22” per percepire l’arrivo scomposto della moto ( circa 1” = t.r.) ed 1,22” per attuare il rallentamento e la deviazione verso destra fino alla stasi (11 m di cui 6 nel tempo di reazione e circa 3/4 in frenata – v.allegato n. 3).

 

Ponendo in relazione i tempi del reciproco avvistamento e di attuazione delle manovre intraprese dai conducenti, è possibile verificare a quale distanza si trovavano i veicoli in tale frangente (v.allegato n. 4).

 

 

 

Le tracce, parallele, impresse dagli pneumatici della moto per m 6,5 indicano:

- che ......... ha energicamente azionato entrambi i freni inclinando fortemente la moto verso destra (v.foto degli pneumatici della moto che mostrano, per un breve raggio della circonferenza esterna di destra, lo “sconfinamento” del limite di usura rispetto a quella derivata dalla normale circolazione – all n. 5) e, a ruote bloccate, è giunta con la parte laterale sinistra ad urtare la corrispondente dell’autocarro a partire dalla ruota anteriore.

 

CONCLUSIONI

 

  • La contestazione all’art 141/2 e 11 da parte del ..... poiché, come dimostrato, la curva non è a visuale libera, appare impropria poiché non superava il limite di velocità ivi vigente ed il punto d’urto risiede sulla propria corsia di circolazione.

  • Evidente l’infrazione, seppure involontaria, da parte del conducente l’autoarticolato che, a causa dell’ingombro del veicolo condotto in rapporto alla larghezza della carreggiata, non poteva evitare di infrangere l’art 143/1, 3 e 13