Ricostruzione Cinematica di un'auto che investe un pedone

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PERIZIA TECNICA D'UFFICIO

Nella Causa Civile promossa da Xxxxxxx contro Xxxxxxx,  l’Ill.mo Sig Giudice dott.ssa Xxxxxxx nominava lo scrivente Gianfranco Sistelli, perito meccanico, consulente tecnico d'Ufficio.

Prestato giuramento il giorno 13.11.2012, la S.V. Ill.ma mi poneva il seguente quesito:  "  ricostruisca il CTU  la cinematica del sinistro per cui è causa".
 *    fissavo  in sede di giuramento l'inizio delle operazioni peritali per il giorno 21.11.2012 alle ore 16 presso lo studio dello scrivente.

Causa impedimenti del Ctp di parte attrice per la data fissata, si concordava anche con il Ctp del convenuto,  l’inizio delle operazioni per il giorno 27.11.2012.

Presenti i tecnici di parte, Dott Xxxxxxx per l’Attrice, il pi Xxxxxxx per il convenuto, l’Attrice sig.ra Xxxxxxx ed il proprio legale avv Xxxxxxx,   è stato redatto l'allegato verbale.
Nel corso dell’incontro è stato esaminato il contenuto dei fascicoli di parte e concordemente, attesa l’imminenza della notte, si è compiuto un sopralluogo sulla strada teatro del sinistro al fine di verificare condizioni di visibilità simili a quelle del momento dell’avvenimento.
E’ stato quindi esaminato il luogo, riprodotte le misurazioni essenziali rilevate dai CC ed effettuate riprese fotografiche.

L'attento studio dei documenti disponibili e le risultanze del sopralluogo consentono la redazione della seguente relazione:

ELEMENTI OGGETTIVI DISPONIBILI

- Nell'orario di accadimento (ore   18,45 del 17.12.2009) via dei Gelsomini era illuminata da impianto pubblico e, seppure il primo lampione  ubicato in via delle Rose, adiacente al luogo interessato, fosse spento, la visibilità in senso longitudinale sull’arteria sulla quale circolavano sia l’auto che il pedone non ne era sostanzialmente influenzata.
Lo prova lo stesso sig Xxxxxxx quando riferisce nella propria dichiarazione resa ai CC la circostanza di n. 2 lampioni non funzionanti -  uno in via dei Gelsomini ed uno all’inizio di via delle Rose –  di aver visto una donna attraversare via dei Gelsomini di corsa da sinistra verso destra mentre altra persona  restava ferma all’altezza della linea che, a sinistra, delimita il parcheggio.

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IL LUOGO DEL SINISTRO con riferimento al senso di marcia dell’autoveicolo

Strada urbana rettilinea, asfaltata ed asciutta,  della larghezza di m 7,60 a doppio senso circolazione, in lieve pendenza discendente (circa 2%), asfaltata ed asciutta, fiancheggiata da linee bianche di margine:, sulla sinistra, da stalli di sosta della larghezza di m 1,90 + 0,15 della linea di delimitazione;  e, sulla destra, da banchina in cemento di larghezza m  0,50 + 0,10 + 0,15 della linea di margine. Su entrambi i lati del piano viabile esistono marciapiedi rialzati ed asfaltati.
Il tratto di strada non reca passaggi pedonali ed è costellata, sul ambo i lati , da incroci ed accessi ad abitazioni.

IL FATTO

Le sorelle  Xxxxxxx erano  discese dall’auto lasciata in sosta all’interno dell’apposito spazio. La sig.ra Xxxxxxx  iniziava quindi l’attraversamento perpendicolare della carreggiata; giunta nei pressi del lato opposto della via veniva investita dalla parte anteriore di destra della Mercedes che sopraggiungeva da destra. La Xxxxxxx cadeva a terra e sospinta sul il marciapiede; sul limitare del cordolo di salita  veniva rinvenuta una traccia ematica. La ruota anteriore destra dell’auto veniva  localizzata  a m 1 circa dalla linea di margine;  6,10 m più avanti della traccia ematica rilevata sul marciapiede e 14 m più avanti del lato est di via delle Rose.
Le foto seguenti rtitraggono il luogo del sinistro ripreso dal senso di marcia dell’auto ed evidenziano, l’avvicinamento a via delle Rose, visibile sulla destra

 E la posizione finale delle sue ruote di destra dell’auto e della traccia ematica

 RICOSTRUZIONE

Sulla base degli elementi oggettivi costituiti:

1)    dalle dimensioni della strada e della segnaletica orizzontale
2)    dalla localizzazione dell’auto nella sua posizione finale
3)    dall’ubicazione della traccia ematica

è possibile stabilire quanto segue:

1) La Xxxxxxx, partita da fermo dal lato sinistro della carreggiata, ne aveva portato quasi a compimento l’attraversamento perpendicolare, quindi percorsi circa 4 metri,  quando  è stata investita nei pressi della linea bianca di margine di destra, ovvero a circa 1 m dal marciapiede.

2) Il punto dell’investimento della Xxxxxxx è da collocarsi 2-4 metri prima della traccia ematica in virtù della spinta percepita dal suo corpo nel senso  del moto dell’auto.

3) La Xxxxxxx, partita da fermo, seppure a passo svelto e/o di corsa (come riferito dall’Xxxxxxx) ha percorso i circa 4 metri in attraversamento di via dei Gelsomini nel tempo di circa 3”. Il raggiungimento della velocità di attraversamento (circa 2 m/sec) ha richiesto, utilizzando la seguente     

2” per i primi due metri e 1” per i restanti due dalla

Ne consegue che il sig Xxxxxxx ha avvistato la Xxxxxxx in procinto di attraversare via dei Gelsomini quando ne distava circa 3”.

Ora, fissati questi parametri, peraltro molto realistici, è possibile stabilire a quale velocità marciasse l’Xxxxxxx.
Procedendo quindi a ritroso si calcola che dal punto di stasi a quello dell’investimento (m 6 + 2/4)  la Mercedes abbia ridotto la propria velocità di 43 Km/h.

 Se questa risulta essere  la velocità dell’auto nell’istante dell’investimento del pedone, per risalire alla velocità della Mercedes in libera marcia sarà da considerare che:
1)    la Xxxxxxx, per giungere al luogo dell’investimento ha impiegato circa 3”.
2)    Nel corso del primo 1”, in cui la Xxxxxxx ha percorso 0,5 m (metà spazio nella partenza da fermo)

l’Xxxxxxx ha percepito l’inizio del suo attraversamento attivandone  l’attenzione al rischio dell’investimento.
3)    Nei restanti 2”  la Xxxxxxx ha quindi percorso ulteriori 3,5 m. Contemporaneamente Xxxxxxx, dedotto il tempo di reazione (1”) dalla percezione della presenza del pedone, per giungere  al suo investimento ha trascorso in frenata ancora 1” che, utilizzando la seguente

indica, provvisoriamente, in 71 Km/h la velocità della Mercedes all’atto dell’attivazione della frenata.
Il valore però dovrà essere incrementato di un seppur minimo, ma verosimile, ulteriore rallentamento derivato dalla resistenza offerta dall’impatto con il corpo della Xxxxxxx: stimato questo in circa 0,5 m/sec (1,8 Km/h) si perviene ad una velocità in libera marcia dell’auto di circa 72/74 Km/h.
E’ possibile anche risalire a quale distanza si trovasse la Mercedes nel momento in cui ha avvistato il pedone in attraversamento applicando la  seguente

 

E, se la Mercedes avesse proceduto alla max velocità consentita in centro abitato (50 Km/h = 13.88 m/sec)

Questa si sarebbe arrestata nello spazio di circa 26 m, ovvero almeno 12 m prima di giungere all’investimento della Xxxxxxx

RISPOSTA AL QUESITO

Il sig Xxxxxxx, alla guida della propria Mercedes tg  XXXXXX,  percorreva via dei  Gelsomini di Ascoli Piceno nel senso ovest – est; giunto in prossimità di via delle Rose, sita sulla destra, all’imbocco della quale il lampione della pubblica illuminazione  risultava spento,  si avvedeva comunque dell’attraversamento da sinistra verso destra della sig.ra Xxxxxxx.
Pur frenando nel tentativo di evitarne l’investimento non vi riusciva quando la Xxxxxxx era giunta in prossimità (circa un metro) del marciapiede di destra..
La colpiva così  con la parte anteriore destra della propria auto facendola cadere sul cordolo del marciapiede stesso ove veniva rinvenuta, sul gradino di salita, una macchia ematica.  La ricostruzione cinematica indica che la velocità in libera marcia tenuta dalla Mercedes era di 70/75 Km/h.