Analisi Cinematica Ricostruzione urto tra un motoveicolo ed un'automobile.

Richiedi consulenza

Sinistro stradale avvenuto il 09.11.2007 alle ore 23,20 a Bologna in corrispondenza dell’incrocio, regolato da semaforo, fra via Dagnini e via degli Orti.
 La prima a senso unico di circolazione e fiancheggiata da corsia preferenziale riservata ai veicoli pubblici.. Detta corsia preferenziale, su ambo i lati di via Dagnini,  reca segnaletica verticale di “dare precedenza”. Il tratto est di via Dagnini riserva alla normale circolazione veicolare un controviale ubicato alla destra della corsia preferenziale anzidetta ed oltre un’ampia aiuola spartitraffico.

  Come risultante dalle dichiarazioni contenute sul rapporto di Polizia Urbana, XXXXXX Andrea alla guida della Fiat Punto, proveniente dal tratto ovest di via Dagnini,  si mise in marcia allo scattare della luce verde dopo aver verificato che da destra, da sinistra e di fronte non sopraggiungessero veicoli. Circostanza confermata e confermabile dalla trasportata sig.na XXXXXX.
Nel corso dell’esecuzione della manovra di svolta, OVVERO PERCORSI GIA’ CIRCA  14 m  (NEL TEMPO NON TRASCURABILE DI  3,5 – 4”) ed avendo quindi ottenuto il diritto di precedenza nei confronti di tutti i veicoli che frattanto fossero giunti all’incrocio in parola, veniva violentemente urtata sull’angolo anteriore di sinistra dal motoveicolo che sopraggiungeva in senso contrario, ovvero dalla corsia preferenziale del tratto opposto di via Dagnini.

E’ certo che il motociclista giunse ad occupare l’area dell’incrocio:

1)  non attraverso la partenza da fermo, cosicché sarebbe risultato ben visibile al XXXXXX ed alla XXXXXX
2)  ad alta velocità, come mostrano i vasti danni inferti all’auto ed alla palina semaforica distante ulteriori circa 11 m dall’auto stessa
3) giunse all’urto quando l’auto occupava l’area dell’incrocio da oltre poco meno di 4”(v. calcolo allegato) e la moto distava non meno di 90-100 m
4) quando l’auto aveva ormai acquisito il diritto di precedenza da parte di tutti i veicoli che si fossero approssimati all’incrocio in parola
5) Il calcolo (allegato) che evidenzia a quale velocità la moto giunse all’urto (circa 85 Km/h = 23,5 m/sec)  dimostra
6) che la moto impiegò, per occupare l’area dell’incrocio, a partire dal segnale verticale di “dare la precedenza”, circa 3/10 di secondo.

I calcoli allegati mostrano come la Punto, in normale accelerazione con contemporanea svolta, impiegò circa 4” per giungere al punto dell’urto; e percorse  poi ulteriori 6 m per giungere alla stasi. Quest’ultimo spazio conferma la sua velocità e quindi il tempo precedentemente ricavati .
La velocità di marcia verosimile tenuta dalla moto può essere dedotta conosciuto il tempo che impiegò per giungere alla collisione, stimando l’intensità dell’urto contro l’auto e valutando l’Ec dispersa  fino all’arresto.
Atteso che la moto non ha impresso alcuna traccia di frenata si ritiene che il suo conducente non abbia  effettuato alcuna manovra di decelerazione preventiva: ciò è facilmente spiegabile con la circostanza che ha visto l’auto ripartire da fermo allo scattare del verde semaforico quando distava,  come visto, circa 4” (90/100 m come appresso verrà illustrato).

L’applicazione della nota formula della quantità di moto, in cui vengono introdotti dati noti  e certi (massa dei veicoli, velocità dell’auto, spazio percorso dall’auto prima e dopo la collisione, deviazione della moto dopo l’urto) indica una velocità in libera marcia del motociclista intorno agli 85 Km/h.

Tale valore appare confortato anche dalla direzione tenuta da questi , spostata in misura rilevante verso il centro della carreggiata e  prossima alla linea di sinistra della corsia: infatti è caratteristico del motociclista tipo, specie se inesperto,  tenere una direzione tanto più distante dal margine destro quanto più elevata la sua velocità.  Ed ancora, il relativamente modesto angolo fra gli assi longitudinali dei veicoli nell’istante dell’urto, confortano ulteriormente quanto sopraddetto, perfettamente compatibile con la posizione dell’auto  nel corso della svolta a sinistra.

Resta infine da sottolineare che, allo scattare del verde semaforico, e quindi  alla ripresa della marcia della Punto, la moto distava circa 90 / 100 m dall’incrocio (24 m/sec  x circa 4 “); ciò indica che il motociclista, nel suo procedere, vedeva a distanza di 90/100 m il semaforo mutare la luce rossa in verde. E’ quindi  comprensibile che il giovane motociclista, perdippiù non ancora provvisto di patente, si  sia sentito incoraggiato nel suo rapido  procedere ritenendo di transitare in anticipo rispetto all’auto che vedeva ferma sul versante opposto dell’incrocio.  
Ma un ulteriore fattore verosimile può essere individuato nella funzionalità delle luci della moto

Atteso che sia il XXXXXX che la XXXXXX non scorsero alcuna luce in movimento proveniente in senso opposto, è verosimile che la moto procedesse a luci spente.
Tale circostanza è stata segnalata verbalmente, e separatamente,  ai militari intervenuti sia dal XXXXXX che dalla XXXXXX. I Vigili dovrebbero aver verificato la circostanza avendone la posibilità  immediata.

 Infine, accertati i tempi di avvicinamento dei veicoli in circa 4”, è implicita la verifica che l’auto giunse all’urto dopo appunto circa 4”; altrettanto che la moto, dalla linea di arresto, giunse all’urto in circa 3/10 di secondo.