Una minore velocità non avrebbe evitato l'incidente

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OGGETTO: osservazioni relative alla relazione tecnica redatta dal consulente ed al rapporto della Sottosezione di Polizia Stradale de L’Aquila in merito al sinistro stradale dell’11.08.2003 sull’A/24 dei Parchi, svincolo di Valle del Salto, in territorio di Borgorose (RI). DAL RAPPORTO DI POLIZIA * Lo schizzo planimetrico, non in scala, risulta oggettivamente errato anche nella rappresentazione della dislocazione del punto d’urto (v.relazione ) oltrechè nelle proporzioni d’assieme. • Risultano errate anche le misurazioni del predetto punto d’urto dalla parte posteriore dell’autocarro e dal muro di delimitazione della carreggiata (v.relazione xxxxxxxxxxxx) • Appare gratuita l’effermazione “…l’autocarro….pur viaggiando sulla propria corsia ..non teneva strettamente la destra…” ----------------------------------------------- DALLA RELAZIONE Essenzialmente fedele all’effettivo svolgimento dei fatti avendo “corretto” le sviste, veniali, contenute nel rapporto di Polizia. Risulta però “compiacente” quando ne condivide l’apprezzamento soggettivo ed equivoco sul Xxxxxx che avrebbe mancato di aver tenuto strettamente la destra. Osservo in proposito quattro importanti imprecisioni che, nei fatti, lo hanno condotto ad esprimere apprezzamenti errati: 1) l’aver ricavato il raggio di curvatura dello svincolo dalla carta tecnica regionale (scala 1:10.000) comporta, nel caso in esame in cui si pretende di tacciare il Xxxxxx di non aver mantenuto strettamente la destra, approssimazioni tali per cui 1mm equivale a 10 m e 1/10 di mm ad 1 m. 2) Descrive, per l’autocarro, una lunghezza di m 7 in luogo dei 10,10. 3) l’affermazione, errata, secondo cui l’autocarro se avesse tenuto una velocità di 40 anzichè 53 Km/h, si sarebbe arrestato due metri prima del punto in cui ha avuto luogo la collisione; ma se anche l’arresto non fosse stato sufficiente ad evitare la collisione, gli effetti sarebbero stati più contenuti. 4) l’affermazione “il Xxxxxx poi avrebbe comunque evitato l’urto se avesse, nella sua marcia, mantenuto rigorosamente la destra” 1. ----------------------------------------------------------------------- Le tavole allegate, redatte in scala al Cad utilizzando le dimensioni reali dei veicoli, danno conferma oggettiva alle osservazioni puntualizzate dallo scrivente visualizzando: 1) In tav. 1 come il Xxxxxx procedesse mantenendo l’ingombro longitudinale dell’autocarro (m 10.10 e non 7) regolarmente all’interno della propria corsia. 2) In tav 2 che all’urto la Fiesta aveva invaso per circa 0,8/0,9 m la corsia opposta. Al proposito trova rafforzata conferma la testimonianza del Santori “..vedevo la Fiesta che invadeva la corsia sinistra con circa metà veicolo ed andava ad urtare……” 3) In tav 3, arretrato di circa 2 m l’autocarro (v.tav. 2), la collisione sarebbe risultata maggiormente distruttiva per la Fiesta che, proseguendo lungo la traiettoria primitiva, si sarebbe sovrapposta al frontale dell’autocarro per 0.7/0,8 m invece che per 0,3 m. 4) Nella traduzione in scala del campo del sinistro ho verificato come i 90 m circa del raggio di curvatura della rampa (raggio ricavato dal tecnico ) siano inferiori al reale: infatti è risultata “goffa” l’ installazione delle tracce di frenata dell’autocarro che, a dire della Polizia, erano diritte; delle due l’una: o queste non erano rettilinee o il raggio di curvatura della rampa superiore. Per tutto quanto sopra esposto, e reso visibile nelle tavole che seguono, appare errata e non pertinente alla condotta di guida del Xxxxxx la contestata violazione all’art 143/1-13. Ricavo la convinta impressione che l’allineamento del CT alla valutazione della Polstrada sia dettato da compiacenza: fattori oggettivi lo rivelano. Interamente da verificare, nelle sedi idonee, il nesso di causalità che il P.M. imputa indubbiamente anche all’incolpevole Xxxxxx circa il decesso della Vela. In quanto sopra osservato lo scrivente ha utilizzato i medesimi valori impiegati dal Tecnico circa l’angolo di 10° fra gli assi longitudinali dei veicoli; la sovrapposizione delle loro sagome per circa 30 cm; il raggio della curva di circa 90 mt.