esaminata la relazione del CTU, riscontro in essa la medesima e determinata volontà espressa dal CTP

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Attentamente esaminata la relazione del CTU, riscontro in essa la medesima e determinata volontà espressa dal CTP Xxxxxxx nell’ostinata persecuzione dell’obbiettivo di dimostrare che il motociclista viaggiasse nell’ambito del limite di velocità vigente nella zona teatro dell’evento. Altresì esplicito l’accanimento nel riscontrare una sommatoria di infrazioni commesse dal Croce in disprezzo della reale situazione che ha portato al verificarsi del sinistro.
La relazione dell’ing Xxxxxxx, al contrario, illustra serenamente e lucidamente una cinematica assolutamente e fedelmente fondata sull’integrazione delle dichiarazioni dei protagonisti con l’analisi, tecnica ed esauriente, collimante perfettamente con le mie precedenti relazioni già in possesso degli interessati al caso.
Ritengo quindi superfluo tornare a ribadire quanto sommarie e distorte siano le cinematiche elaborate dal CTU e dal Sig Xxxxxxx. Inoltre l’esame del disco tachigrafico commissionato dal CTU non ha rivelato nulla di diverso da quanto già a conoscenza.
Concentro perciò la presente su di un ulteriore argomento che rafforza il contenuto delle ricostruzioni redatte dallo scrivente e dall’ing Xxxxxxx.
- Ho rilevato in 43 “ la durata dell’emittenza del “rosso” al semaforo sulla SS (senso Ancona – Pescara ) e sulla laterale destra via S.Petronilla ed ulteriori 6/7” perchè i veicoli in transito su quest’ultima compaiano sulla SS e rendersi visibili ai veicoli provenienti da sud (come l’autocarro condotto dal Croce); complessivamente per 50” la corsia nord-sud (senso di marcia del xxxxxxxresta libera dal traffico.

- Saranno quindi opportune spiegazioni e valutazioni da parte del CTU e del Xxxxxxx in merito ai seguenti punti:

xxxxxx dichiara “ Percorrevo la SS 16 con direz da Pineto a Roseto Centro, giunto nei pressi del civico 689………effettuavo manovra di svolta……..Preciso che in direzione opposta alla mia la strada era completamente libera…”.

Allora spieghino Ispettore di Polizia, Xxxxxxx e CTU come possano trovare giustificazione le presunte infrazioni contestate e individuate da questi:

1) Art 154: non vi è alcuna relazione fra l’evento ed il tipo di svolta attuata dal Croce: la corsia opposta era libera e nessun veicolo visibile nell’ambito del campo del suo possibile avvistamento; ha quindi diligentemente attuato il tipo di svolta che consentisse la maggiore rapidità di esecuzione. Il rituale accostarsi il più possibile al centro della carreggiata ed eseguire la svolta in prossimità del centro dell’intersezione avrebbe richiesto un tempo maggiore e, implicitamente, la messa in atto e la persistenza di una situazione di pericolo per i veicoli che di li a poco sarebbero probabilmente sopraggiunti.

2) Art 141: infrazione inesistente per quanto detto sopra. Gli 11 m percorsi dall’urto alla stasi non sono altro che la somma dell’intervallo psicotecnico con il tempo di frenata fino all’arresto.

3) Art. 145: Precedenza: a chi? Ai veicoli che probabilmente potevano sopraggiungere? E se dal semaforo non fosse ripartito alcuno per una momentanea rarefazione dell’intensità del traffico?xxxxxxavrebbe dovuto quindi attendere, fermo al centro della carreggiata, che qualcuno comparisse per poterlo gratificare della concessione di un diritto?

Dovere del tecnico e del Giudice, sinergicamente, è stabilire con la migliore approssimazione la verità.

I tecnici avversi stanno ignorando essenzialmente i due fatti che la allontanano:

1) che il motociclista, si, seppur “fiondato” in accelerazione non avesse ostentatamente modificato il proprio moto in quanto “..pensavo di farcela perché non avevo visto il rimorchio..” fino a chè “una volta visto che vi era anche il rimorchio…ho cercato di effettuare una manovra di emergenza gettandomi a terra…..”.

Tali affermazioni costituiscono dipersè dichiarazione di infrazione all’art 141 del Cds:

Infatti, recita l’art 141 del Cds

Art. 141. Velocità. 1. È obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche,:
allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine perlacircolazione.

2. Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.

2) che la violenta collisione della moto con il paraincastro dell’autocarro, le sue deformazioni e quelle del rigido paraincastro e l’ultimo tratto percorso dalla moto prima della stasi, non sono aria ma Energia. Energia cinetica da tradurre in velocità. CTU e Xxxxxxx hanno volontariamente ignorato questo elemento al solo fine, malizioso, del compiacimento del motociclista.

Ma anche l’organo di Polizia non ha applicato l’oggettività che comunemente gli è propria avendo utilizzato, nel caso, i dettami del Codice in maniera compiacente e non imparziale.

Nel caso in esame appare in tutta evidenza come l’imprudente, spregiudicata e disinvolta condotta del motociclista sia risultata l’unica causa determinante l’evento; ed è ampiamente comprovato che il rispetto del limite di velocità ivi vigente lo avrebbe ampiamente evitato (v. memorie dello scrivente e dell’ing Xxxxxxx).