Osservazioni relative alla relazione tecnica redatta dal consulente

Richiedi consulenza

OGGETTO: DAL RAPPORTO DI POLIZIA

* Lo schizzo planimetrico, non in scala, risulta oggettivamente errato anche nella rappresentazione della dislocazione del punto d’urto (v.relazione Xxxxxxx) oltrechè nelle proporzioni d’assieme.
• Risultano errate anche le misurazioni del predetto punto d’urto dalla parte posteriore dell’autocarro e dal muro di delimitazione della carreggiata (v.relazione Xxxxxxx)
• Appare gratuita l’effermazione “…l’autocarro….pur viaggiando sulla propria corsia ..non teneva strettamente la destra…”

-----------------------------------------------
DALLA RELAZIONE XXXXXXX

Essenzialmente fedele all’effettivo svolgimento dei fatti avendo “corretto” le sviste, veniali, contenute nel rapporto di Polizia.

Risulta però “compiacente” quando ne condivide l’apprezzamento soggettivo ed equivoco sul Xxxxxxx che avrebbe mancato di aver tenuto strettamente la destra.

Osservo in proposito quattro importanti imprecisioni che, nei fatti, lo hanno condotto ad esprimere apprezzamenti errati:
1) l’aver ricavato il raggio di curvatura dello svincolo dalla carta tecnica regionale (scala 1:10.000) comporta, nel caso in esame in cui si pretende di tacciare il Xxxxxxx di non aver mantenuto strettamente la destra, approssimazioni tali per cui 1mm equivale a 10 m e 1/10 di mm ad 1 m.
2) Descrive, per l’autocarro, una lunghezza di m 7 in luogo dei 10,10.
3) l’affermazione, errata, secondo cui l’autocarro se avesse tenuto una velocità di 40 anzichè 53 Km/h, si sarebbe arrestato due metri prima del punto in cui ha avuto luogo la collisione; ma se anche l’arresto non fosse stato sufficiente ad evitare la collisione, gli effetti sarebbero stati più contenuti.
4) l’affermazione “il Xxxxxxx poi avrebbe comunque evitato l’urto se avesse, nella sua marcia, mantenuto rigorosamente la destra”

Le tavole allegate, redatte in scala al Cad utilizzando le dimensioni reali dei veicoli, danno conferma oggettiva alle osservazioni puntualizzate dallo scrivente visualizzando:

1) In tav. 1 come il Xxxxxxx procedesse mantenendo l’ingombro longitudinale dell’autocarro (m 10.10 e non 7) regolarmente all’interno della propria corsia.
2) In tav 2 che all’urto la Fiesta aveva invaso per circa 0,8/0,9 m la corsia opposta. Al proposito trova rafforzata conferma la testimonianza del Santori “..vedevo la Fiesta che invadeva la corsia sinistra con circa metà veicolo ed andava ad urtare……”
3) In tav 3, arretrato di circa 2 m l’autocarro (v.tav. 2), la collisione sarebbe risultata maggiormente distruttiva per la Fiesta che, proseguendo lungo la traiettoria primitiva, si sarebbe sovrapposta al frontale dell’autocarro per 0.7/0,8 m invece che per 0,3 m.
4) Nella traduzione in scala del campo del sinistro ho verificato come i 90 m circa del raggio di curvatura della rampa (raggio ricavato dal tecnico Xxxxxxx) siano inferiori al reale: infatti è risultata “goffa” l’ installazione delle tracce di frenata dell’autocarro che, a dire della Polizia, erano diritte; delle due l’una: o queste non erano rettilinee o il raggio di curvatura della rampa superiore.

Per tutto quanto sopra esposto, e reso visibile nelle tavole che seguono, appare errata e non pertinente alla condotta di guida del Xxxxxxx la contestata violazione all’art 143/1-13.

Ricavo la convinta impressione che l’allineamento del CT Xxxxxxx alla valutazione della Polstrada sia dettato da compiacenza: fattori oggettivi lo rivelano.

Interamente da verificare, nelle sedi idonee, il nesso di causalità che il P.M. imputa indubbiamente anche all’incolpevole Xxxxxxx circa il decesso della Vela.